Nasce dal progetto Nature del birrificio in Provincia di Teramo , Opperbacco stiamo parlando della Nature Viva su bucce di Trebbiano ,Terraviva.
Nature appunto il progetto wilde del birrificio legato alle botti e fortemente al territorio per la scelta dei suoi ingredienti "speciali".
Per quanto ne sappia io tale birra nasce in collaborazione delle cantine Terraviva per il reperimento del Trebbiano oltre ad attingere da vigneti di contadini vicini e di produzione propria del birraio , Luigi Recchiuti.
Ma andiamo a scoprire questa birra .
Aspetto visivo :
Nel bicchiere si presenta di un colore giallo paglierino che vira al dorato chiaro e da una bella limpidezza , la schiuma bianca e poco persistente .
Aspetto Olfattivo:
Al naso da subito un esplosione di frutta tropicale , nello specifico ananas , seguito da frutta col nocciolo come pesca e da un accenno vinoso . Si percepiscono anche leggerissime note speziate , altre a quelle che ricordano la menta peperita e di sottobosco seguite da leggeri sentori donati dal legno.
Gusto:
In bocca nonostante tutto si presenta in maniera molto dolce e delicata da vera signora , un acidità poco percettibile e non invadente, un corpo abbastanza snello e una bassa carbonazione , molto beverina e con una lieve astringenza .
Si ritrovano in toto i frutti percepiti all'olfatto la parte vinosa va via via intensificandosi man mano che si riscalda insieme a forti sentori di pesca ne risulta una bevuta piacevole e sorprendente.
Retrolfatto :
Nel retrolfatto ritroviamo le note delicate e vinose del trebbiano .
Nel complesso una bella bevuta e molto entusiasmante, idonea a giornate estive un ode al lavoro svolto .
Il lotto in questione è il n. 11816B1 una cotta del 03/10/2016 , che entra in botte nell'ottobre del del 2016, e imbottigliata il 04/09/2017. Degustata il 04/05/2020.
In etichetta vengono riportati 7.1% Vol e un Ph di 3,8
lunedì 4 maggio 2020
mercoledì 29 aprile 2020
Il Luppolo il GERANIOLO e la MIA GOSE .
Durante il mio
vagare online alla ricerca di altre informazioni e in maniera del
tutto casuale scopro proprio che a riguardo negli anni passati sono
stati effettuati degli esperimenti di laboratorio a riguardo , una
ricerca Giapponese finanziata dal birrificio Sapporo .
Tale ricerca infatti
aveva lo scopo di esaminare il metabolismo del geraniolo ,
nello specifico se lo stesso avrebbe apportato sapore agrumato alla
birra ( ovviamente lo scopo era incentrato sullo studio dei
componenti caratterizzanti nel luppolo) . Durante questa
sperimentazione i ricercatori producono due differenti birre una con
un utilizzo massiccio di luppolo nello specifico il Citra e
nell’altra utilizzando solo coriandolo , questo perché
entrambi (citra e coriandolo ) contengono consistenti quantità
geraniolo e linalolo. Nello studio la birra finita col citra
risultò contenente gli elementi descritti ma anche citronellolo
, il quale era stato convertito dal geraniolo durante la
fermentazione. La stessa trasformazione da geraniolo a
citronellolo è avvenuta in quella col coriandolo . Si sono
creati cosi dei gruppi di degustatori professionisti, i quali hanno
percepito le birre come relativamente simili . Il fatto di avere una
concentrazione elevata di Geraniolo inizialmente ha favorito
l’aumentare della concentrazione di Geraniolo e Citronellolo.
Gli studiosi sono arrivati alla conclusione che la nostra percezione
di agrumato da luppolo derivi dal citronellolo e dalla
presenza massiccia del linalolo, tale contributo , lavoro è data
tuttavia dal lievito , che ha contribuito a trasformare il geraniolo
in citronellolo poco contenuto nel luppolo. Ovviamente tali
studi da parte dei ricercatori proseguono per capire le interazioni
di biotrasformazioni tra luppolo e lievito.
Ecco cosi svelato
l’arcano del forte agrumato nella mia Gose .
domenica 26 aprile 2020
Legno e Tempi di contatto :
Beh
la mia risposta è sempre la stessa !
«DIPENDE!»
Ebbene
si dipende da molti fattori ne
andremo a vedere alcuni :
DIPENDE
… Dalla tipologia di legno di cui è composta la nostra botte
(MICROPOROSITA’)
.
Dobbiamo
partire da uno studio del legno stesso , ogni tipologia di legno si
comporta in maniera diversa in base a tante variabili , per esempio
la consistenza del legno , o per meglio dire la porosità.
Per esser più preciso valuteremo la microporosità della botte , per fare un esempio sappiamo che un legno di acacia è un legno più compatto e meno traspirante sicuramente di un legno di castagno e questo ci da già un indicazione di base del tempo che la nostra birra passerà a contatto con la botte che andremo a scegliere . La microporosità risulterà direttamente proporzionale microssigenazione di conseguenza legni molto porosi hanno un maggior scambio di ossigeno e quindi il tempo di affinamento diminuirà , con legni meno porosi potremo spingerci nell’allungare le maturazioni .
INSOMMA
CONOSCIAMO IL LEGNO PER DETERMINARE I TEMPI DI MATURAZIONE .
DIPENDE…
In base hai litri (dinebsioni ) che è il nostro caratello.
Quindi
il rapporto birra
superficie di contatto ,
e qui ci aiuteremo anche con degli assaggi più o meno frequenti
sempre in base alla grandezza , avremo quindi assaggi molto
ravvicinati su botti piccole e meno frequenti e più a lungo termine
man mano andiamo a salire di litraggio.
Nello
specifico più la botte e piccola maggiori saranno le cessioni
aromatiche e/o di tannini , si avrà una microssigenazione più
veloce , di pro avremo minori tempi di maturazione visto
che maggiori
saranno i tempi in cui il legno cederà le parti legnose e
aromatiche. E viceversa.
DIPENDE…
In Base allo storico dei legni.
E
qui faremo una distinzione tra BOTTE NUOVA, BOTTE RIGENERATA , BOTTE
USATA.
Una botte con legno vergine (botte nuova) darà un contributo (il legno) molto aromatico e di tannini e quindi su questa base andremo a decidere un tempo minore anche per non tirare fuori una “spremuta di tannini “ che risulterebbe molto fastidiosa.
Botte
rigenerata
sarà un legno parzialmente scarico paragonato a una botte nuova ,
meno tannini e meno aromatica di conseguenza potremo allungare i
tempi di maturazione .
Botte
con dei passaggi
sicuramente va valutato cosa
ha contenuto prima ,
e regolarci in base a questo e a quello che vogliamo ottenere
.Ovviamente
in questo caso se la botte in precedenza non è stata in mano
nostra
,e di conseguenza non la conosciamo gli assaggi risulteranno molto
importanti.
Alla
base quindi assaggi frequenti per
prendere confidenza con la botte che conosceremo
col tempo , perché di tempo in questo settore ne serve tanto .
DIPENDE…
Dalla temperatura della cantina
Anche la temperatura risulterà esser un fattore importante per la decifrazione (e non decisione ) del tempo in cui la birra riposerà in botte . All’aumentare delle temperature avremo un minor tempo di maturazione in quanto la microssigenazione e la cessione delle componenti aromatiche del legno aumenteranno quindi la maturazione risulterà inevitabilmente più veloce . Al contrario più le temperature saranno basse più aumenterà il tempo in cui la birra starà dentro oltre ad avere una minore cessione di tannini.
DIPENDE
… Dall’umidità della cantina .
In linea di massima altro argomento che spazia tantissimo ma anche in questo caso cercherò come sopra di abbreviare il tutto e dare le nozioni base (magari in un altro post andremo ad approfondire ). Minore sarà l’umidità meno dovrà esser il tempo di contatto in quanto i pori del legno seccandosi si allargheranno quindi favoriranno una maggiore traspirazione di ossigeno ,oltre ad altre problematiche che si avranno riguardanti la gestione delle botti stesse .
Maggiore
sarà l’umidità
maggior tempo la nostra birra eleverà in botte ( anche in questo
caso troppa umidità porta problematiche , come ad esempio il
formarsi di muffe ).
DIPENDE
… Dal ph della birra .
Quindi
avremo che a Ph basso possiamo prolungare i tempi di contatto in
quanto l’estrazione tannica risulterà minore , mentre a ph
alcalini si ha una maggiore estrazione di tannini di conseguenza
accorceremo il tempo di permanenza della birra all’interno.
Questi sono i concetti BASE che ho individuato personalmente , con lo studio e l’esperienza sulla materia e la sperimentazione ,quindi sostanzialmente dobbiamo tenere in considerazioni questi punti per saper quanto la birra starà in botte, cosa principale anche la valutazione della ricetta, quindi lo stile, risulterà importante . Aver bene in mente quello che vogliamo ottenere sicuramente è un fattore positivo , nel senso che dalla botte siamo noi a decidere cosa vogliamo togliere come e quando e il risultato non deve esser una sorpresa o “vediamo che ne esce!” .
Sicuramente sulla
materia botti (che mi sta molto a cuore ) tratteremo altri argomenti.
La “entry level” del Bradipo
La Pié Veloce - Cà del Brado

La cosa che mi è sempre piaciuta dei ragazzi di “Cà del Brado” è il loro "cerca lotti" online sul loro sito ovvero , prendendo il numero lotto riportato in etichetta e andando sul loro sito si può ripercorrere la vita , e il percorso che la birra ha affrontato prima di ritrovarcela in bottiglia , e questa è una cosa che apprezzo molto oltre che simpatica ed appassionante. Data di confezionamento, il contatore che ci enuncia quanti giorni sono trascorsi dall’imbottigliamento al momento della bevuta , i vari affinamenti che la birra subisce le botti in cui è passata , con la relativa storia della botte, e altre informazioni utili e curiose . Insomma non è una semplice bevuta quella del Bradipo ma un viaggio all’interno dei legni e delle fermentazioni.
…O almeno cosi
viene definita , una birra dalle molteplici sfaccettature e impieghi
, usata infatti anche come base per altre birre di Ca del Brado dove
viene aggiunta la frutta . Parliamo della “Piè veloce Brux”.
La birra una Brett
Ale da da 7,4% vol che matura in botti di rovere e fermentata fin
dalla sua nascita con Brettanomyces Bruxellensis .
I birrai consigliano
, quindi bevuta ottimale , nei primi mesi della sua vita quando la
sua aromaticità si trova al suo apice, ma si presta bene anche ad
affinamento in bottiglia .
Quella bevuta ha 90
giorni di bottiglia , imbottigliata il 19/01/2020.
Aspetto visivo:
Un bel colore dorato
e velato , con una schiuma bianca e abbondante ma , che ovviamente
svanisce in poco tempo.
Esame olfattivo:
La prima cosa che mi
salta al naso una speziatura che mi ricorda molto le saison e le
witbier , dei fenoli quali medicinale , che lasciano posto a sentori
funky e brettati , seguiti da lievi note di frutta a pasta bianca e
agrumi
Esame gustativo:
In bocca una birra
fresca e beverina , poco acida e dissetante con una leggera sapidità,
e un amaro delicato ( nel contesto) . Se lo scopo come dichiarato
era fare una birra entry level , la loro birra d’approccio al
pubblico hanno centrato in pieno il loro obiettivo , in quanto ha una
grandissima bevibilità .

La cosa che mi è sempre piaciuta dei ragazzi di “Cà del Brado” è il loro "cerca lotti" online sul loro sito ovvero , prendendo il numero lotto riportato in etichetta e andando sul loro sito si può ripercorrere la vita , e il percorso che la birra ha affrontato prima di ritrovarcela in bottiglia , e questa è una cosa che apprezzo molto oltre che simpatica ed appassionante. Data di confezionamento, il contatore che ci enuncia quanti giorni sono trascorsi dall’imbottigliamento al momento della bevuta , i vari affinamenti che la birra subisce le botti in cui è passata , con la relativa storia della botte, e altre informazioni utili e curiose . Insomma non è una semplice bevuta quella del Bradipo ma un viaggio all’interno dei legni e delle fermentazioni.
domenica 19 aprile 2020
LE DIMENSIONI SONO SOLO UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVA … FORSE
LE DIMENSIONI SONO
SOLO UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVA … FORSE

E’ cosi che vi da il benvenuto nel suo sito web Alessandro , che da circa un anno ha intrapreso una simpatica attività di marketing che ruota intorno al pianeta delle Birre , si ma quelle Artigianali , come ci tiene a precisare.
Un
intervista/chiacchierata e spensierata davanti a un bicchiere di
birra (rigorosamente a distanza come il periodo ci impone ) .
Ebbene si le
dimensioni sono solo una questione di prospettiva e vi racconto il
perché… Il nostro Alessandro che di professione si occupa di
intrattenimento per bambini con la sua azienda 4Fun , e data la sua
passione per il mondo delle birre artigianali ha un iniziativa a dir
poco originale.
Ricordate i distributori di palline davanti hai supermercati e bar , quando da bambini chiedevate la monetina hai vostri genitori per avere una pallina che conteneva un simpatico giochino a sorpresa ?
Ecco appunto questo
è il lavoro del nostro amico ( si un lavoro per giochi per bambini )
, ma che volete la passione ci riporta tutti bambini e da qui la sua
idea che accomuna il suo lavoro al mondo craft della birra.
Ma che centrerà mai
questo con la birra in un blog di birra ?
Realizza
riproduzioni fedeli di bottiglie e lattine in miniatura di celebri
birrifici artigianali , e le inserisce nelle palline “magiche”
che andranno negli appositi distributori davanti al nostro pub di
fiducia in attesa che dei bambinoni come noi arrivino per portarsi a
casa il loro gioco preferito ,la birra . All’interno della sfera
una lattina o bottiglia ,ed a parte un magnete o un anello per
portachiavi per combinare a nostro piacimento il gadget , che
rimarrà appeso al nostro mazzo di chiavi o magari attaccato come di
moda sulle porte dei frigoriferi .
Chiama quest’azienda
MICROALE dove Ale sta per Alessandro e non per alta fermentazione
questo per darvi un idea di come pronunciare il nome , visto che il
nostro povero Alessandro si trova quotidianamente e con molta
simpatia a dover precisare .
Una persona molto solare e cordiale, una persona alla mano , uno di noi così per come dovrebbe essere il mondo craft . Alla domanda Come mai questa idea risponde che girovagando per i festival di birra si è accorto che i tra i vari birrifici il loro merchandising era sempre lo stesso e monotono la classica t shirt e da qui la scintilla di creare un gadget simpatico , e che allo stesso tempo pubblicizzasse i birrifici , e cosa di migliore di riprodurre in miniatura fedele le loro birre ?
Nasce così Microale
una bellissima iniziativa e un idea di marketing che apprezzo molto,
un idea geniale che ogni birrificio dovrebbe far sua , in quanto
viviamo in un mondo dove l’abito fa il monaco e il libro si
giudica anche dalla copertina , e su questo ci troviamo molto in
sintonia con Ale , insomma non basta far buon birra se dietro non hai
buone strategie di vendita e visibilità.
Anche per questo le
dimensioni contano, si ma quelle pubblicitarie.
Molti sono i
birrifici che hanno abbracciato questa iniziativa gentilmente
proposta da Ale , dove qualcuno se persino fatto riprodurre tutte le
proprie birre come gadget interno, da donare o avere sui loro shop ,
nella loro azienda o nelle tap room.
Alessandro propone
il distributore che abbiamo descritto sopra ,o in alternativa degli
espositori ai pub con le riproduzioni in vendita . Per far questo
si avvale di una liberatoria da far firmare ai birrifici dove danno
il loro consenso alla riproduzione delle loro etichette , normale
prassi per tutelarsi , ma quale birrificio non si farebbe fare
pubblicità in questo modo. Un rapporto reciproco gratuito , dove
Microale ha i suoi introiti e di conseguenza porta visibilità al
birrificio…
Queste miniature saranno vendute: durante i festival dove sarà presente la MicroAle, sul suo sito , tramite mini-espositori da banco e in ultimo, e come descritto in precedenza , verranno vendute incapsulate in sfere di plastica tramite i distributori meccanici con la possibilità di personalizzazione da parte del publican .
Allora fatevi avanti , “Nerd” o ”Geek” del settore . Intanto il progetto di Alessandro rimane sempre work-in-progress , e questa è una cosa che mi piace molto , per divenire una collezione sempre più ampia .
Tra i birrifici che hanno aderito all’iniziativa :
Lambrate, Moor, ReTorto, La Mata, Bellazzi, Ca del Brado, Dada, BrewFist , La Buttiga, Vetra, Muttnik, Jungle Juice, Lariano, Birrificio dei Castelli, East Side, Argo, Mister B, Cane di Guerra, Birrificio Amerino, MostoItaliano, La Fucina, Bibibir, La Casa di Cura, War, Hammer, Birra Perugia, Alveria, Il Mastio, Oldo, Statale 9, Zeta Beer, Alder Beer, Tanker, Opperbacco, Birrificio del Bosco, Birrificio Mezzopasso, Il Conte Gelo, Birrificio di Legnano.
mercoledì 15 aprile 2020
Il lievito del 2019 a prova di bomba...
Il diastaticus e il
temuto gene STA1
È stato l’argomento
sulle contaminazioni (in tema lievito) più discusso nell'anno
trascorso e nell’ambito birrario anche nei primi due mesi del 2020,
purtroppo a togliergli la scena il covid-19 che ha allontanato gli
addetti del settore dall’argomento giustamente e purtroppo.

Ma torniamo a noi la bomba STA1 suona quasi come un arma nucleare in tempo di guerra da alcuni più temuto del brettanomyces. Beh si perchè a differenza di quest’ultimo riesce a nascondersi bene risultando persino non visibile al microscopio in quanto saccaromyces dalla morfologia pressoché identica..
E trovandosi in un
ambiente strapieno di saccaromyces molto difficile da identificare
quando è presente in quantità elevate.
Il diastaticus non è
nient altro che un saccaromyces che differisce per un solo gene
STA1, o per meglio dire questo gene viene sempre riconosciuto nei
ceppi diastatici magari vi saranno altre differenza ma si è notato
che quando vi è la presenza dello STA 1 si tratta sempre di
saccaromyces diastaticus e no di saccaromyces comuni. I geni STA1
producono glucoamilasi extracellulari , e alcuni possono continuare
la loro attività anche dopo la separazione del lievito.
Da
alcuni studi si è evidenziato che i ceppi diastaticus in realtà
contengono almeno uno dei geni STA1, STA2, STA3, che si credono
utilizzano gli amidi come fonte energetica .
Generalmente
sono ceppi POF+ con un alta attenuazione ,quindi per la maggiore
lieviti di stampo belga , anche se non risultino esser gli unici.
Si diffonde in
abitazioni o birrifici solitamente dopo l uso di lievito saccaromyces
cerevisie per le saison, che si tratta di var. Diastaticus.
I
ceppi diastaticus possono esser selvaggi, ma alcuni ceppi in
commercio risultano esserlo come ad esempio il WB06 o il BE 134
della fermentis o il belle saison della lallemand.
Le attività
diastaticus possono variare tra ceppi STA +, e non tutti gli STA+ si
comportano come il diastaticus.
Ma perché tanto
temuto?
É un panzer da
guerra micidiale che si fa strada dappertutto, è il pacman del mondo
birrario riesce a mangiare qualsiasi cosa, parlando di zuccheri
infatti non si nutre di solo zuccheri semplici ma divora e trasforma
anche quelli complessi e destrine. Riesce a fermentare tutti gli
zuccheri residui presenti e persino l amido.
Caratteristiche
queste dei brettanomyces molto temuti dai birra casalinghi e non ,
con la differenza che grazie alle glucoamilasi riesce a far
fermentare pure gli amidi , si comporta più gentilmente con gli off
flavur che per quanto io ne sappia non sono presenti.
L effetto bomba....

Qual è quindi il suo modus operandi, dato che riesce a consumare tutti gli zuccheri e amidi porta a zero la birra e da una secchezza da super gasatura che a volte porta all’esplosione delle bottiglie vere e proprie, questo succede pure perché il birraio ignorando la sua presenza procede alla normale rifermentazione con aggiunta di ulteriori zuccheri, nella migliore delle ipotesi si avrà un generoso effetto gushing.
Proprio per questo
molti birrai nell’uso di lieviti Saison usano fermentatori dedicati
anche se il pericolo di contaminazioni risulta sempre dietro l’angolo
in quanto poi si utilizzano imbottigliatrici comuni. Alcune Aziende
che si occupano di lieviti e batteri lavorano questi ceppi in
strutture diverse e lontane da dove vengono lavorati non var
diastaticus.
A riguardo mi lascia
perplesso una mia esperienza di qualche mese fa durante un seminario
fermentis nel quale un loro lievito catalogato come var
diastaticus, se non sbaglio ideato per la realizzazione della
moda delle brut ipa e affini in realtà dopo l’uscita dai loro
laboratori si è notato che tale ceppo non si è dimostrato così
affamato come doveva esser. Quindi non tutti i diastatici riescono a
fermentare gli zuccheri semplici e gli amidi. Proprio per questo
capisco che c'è molto da studiare sia da parte mia ancora a riguardo
(sempre per la mia curiostà e per un mio bagaglio personale ) ma
anche da parte dei laboratori stessi ,visto il colosso lesaffre.
Sono molti i lieviti
diastatici in commercio bisognerebbe fare una rapida ricerca online
per vedere chi presenta questo gene nelle schede tecniche per poi
procedere o no agli acquisti, quelli a cui mio sono potuto
approcciare io e fortunatamente non mi hanno mai portato problemi (e
qui incrocio le dita visto che ho Imbottigliato una di birra meno di
un mese fa, oltre ad aver avuto l’insana idea di metter l’altra
parte del batch in botte di acacia) sono il belle saison della
lallemand , wb-06 e il be-134 fermentis quest ultimo usato più volte
anche nella circostanza sopra riportata. Diastatici dovrebbero essere il mangrove jack's M29 (tra i secchi ), Wlp 565 White Labs , OYL 026 Omega Yeast French Saison (tra i liquidi).
Non saprei nemmeno quale sia la migliore soluzione come bisognerebbe comportarsi davanti ad un infezione da diastatico tranne consigliare un accurata pulizia e sanificazione di attrezzature e fermentatori .
Non saprei nemmeno quale sia la migliore soluzione come bisognerebbe comportarsi davanti ad un infezione da diastatico tranne consigliare un accurata pulizia e sanificazione di attrezzature e fermentatori .
Io generalmente
tendo ad alternare detergenti e sanificanti per far si di aver un
maggior controllo e microorganismi che potrebbero andarsi a
modificare si “abituino” e si adattino a tali sostanze rimanendo
immuni. Candeggina e acido citrico , detergenti specifici e
sanificanti ( ero un fan starsan), in alcuni casi lavaggi con
enzimatici seguiti da sanificante e poi risciacquo , e in questi
ultimi periodi mi affido molto anche al vapore .
martedì 14 aprile 2020
A lezione da "Homebrewing Pills"
Se per gli
appassionati di birra artigianale il giorno settimanale per bere è
il venerdì, per gli appassionati di homebrewing l’appuntamento
ormai è diventato il lunedì.

E bene si ogni lunedì online su zoom meeting piattaforma ormai conosciuta da tutti per ovvi motivi, homebrewing pills (pagina facebook di homebrewing) capitanata dal buon Gianluca Bertozzi,il suo fondatore nonchè ideatore di queste serate online , vanno in scena dalle 21:15 in poi delle puntate a tema birrario su materie che differiscono di settimana in settimana, con la rotazione dei relatori che risultano esser esperti del settore , nonchè homebrewer . Le lezioni ,della durata di 40 minuti ,sono anche interattive dove a fine meeting si ci può intrattenere per fare domande, avere chiarimenti e/o perché no confrontarsi tra tutti gli hb italiani.
Trovo l’iniziativa nobile e il format molto simpatico ed istruttivo , ma la cosa eccezionale risulta esser il clima di cordialità e confronto che si è creata all’interno,nonostante la grande preparazione dei relatori non si da nulla per scontato, e niente ha valore assoluto, ma c'è come ripeto la voglia di scambiarsi pareri raffrontarli e discuterli. Ed è proprio quello che ci vuole, a parer mio, all’interno di un’associazione , di un iniziativa e di un ormai famiglia per crescere.
Una crescita
collettiva che fa sì che ne giovi tutto il movimento casalingo
brassicolo .
L’iniziativa
tiene in questa stanza virtuale di convegni ormai parecchi homebrewer
italiani ed appassionati del settore , ottimo modo per alleggerire
questi giorni di quarantena, anche se come ripete il buon Bertozzi
l’iniziativa è partita già pre quarantena la quale poi ha
rafforzato il tutto.
I temi dai più svariati dalle tecniche di produzione, attrezzature e strumenti,curiosità ,storia ,eventi birrari , interviste a personaggi chiave del mondo della birra artigianale e birrai.
I temi dai più svariati dalle tecniche di produzione, attrezzature e strumenti,curiosità ,storia ,eventi birrari , interviste a personaggi chiave del mondo della birra artigianale e birrai.
Inoltre Homebrewing
pills rimane disponibile anche per consigli su tematiche da trattare
alla mail :
homebrewingpills@gmail.com
Le puntate vengono
successivamente registrate e postate sul tubo per permettere a chi
non ha avuto la possibilità di seguire la diretta di attingere alle
informazioni delle lezioni di seguito il link
Insomma se siete
appassionati del settore non resta altro che seguire questa
trasmissione televisiva online.
E come sempre
Zdorov'ye
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